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Chiesa di Ognissanti

La Chiesa di Ognissanti è situata in piazza Ognissanti nella parte occidentale del centro storico di Firenze. La Chiesa iniziata nel 1251 apparteneva al complesso conventuale degli Umiliati, un ordine Lombardo dedito alla povertà e al lavoro, in particolare  alla lavorazione della lana e del vetro.

 

La Chiesa di Ognissanti è situata in piazza Ognissanti nella parte occidentale del centro storico di Firenze. La Chiesa iniziata nel 1251 apparteneva al complesso conventuale degli Umiliati, un ordine Lombardo dedito alla povertà e al lavoro, in particolare  alla lavorazione della lana e del vetro. Stabilitisi inizialmente nella chiesetta di Santa Lucia riuscirono gradualmente ad estendere i propri possedimenti fino al borgo (strada fuori dalla vecchia cinta muraria) e a dare inizio alla costruzione del complesso che terminò nel 1260.
Gli Umiliati costruirono la Pescaia di Santa rosa e insieme un fitto sistema di canali per sfruttare appieno le potenzialità del fiume (specialmente all'altezza di Ponte alla Carraia), il quale grazie a un utile canale assicurava l'energia idraulica sufficiente per i mulini e le gualchiere. L'intera vita del borgo iniziò a ruotare intorno alle attività della chiesa specialmente per quanto riguardava gli artigiani e i tiratoi dove la lana veniva tirata. La chiesa si arricchì presto di importanti opere soprattutto  grazie al contributo delle famiglie prestigiose del quartiere.
Nel 1571 gli Umiliati lasciarono la chiesa per volere di Cosimo I, sostituiti dai Francescani Minori Osservanti. Questi portarono nuove opere d'arte alla chiesa come le Reliquie di San Francesco D'Assisi.
La chiesa fu riconsacrata nel 1582 e intitolata a San Salvatore di Ognissanti.

L'interno della chiesa si presenta con una lunga navata stretta che termina nel presbiterio ricco di marmi e decorazioni dorate posto già nel transetto che risulta sopraelevato rispetto alla navata ed ospita una serie di cappelle nelle quali si possono ammirare dipinti di Taddeo e Agnolo Gaddi e del Ghirlandaio. Una di queste cappelle custodisce, un saio indossato da San Francesco ed un affresco del Botticelli che peraltro è stato sepolto proprio qui. 
L'altare maggiore è monumentale e  presenta una ricca decorazione di pietre dure, su disegno di Jacopo Ligozzi, il crocifisso in bronzo invece si deve a Cennini, la volta e i pennacchi della cupola con Angeli in gloria sono una realizzazione giovanile di Giovanni da S. Giovanni (1616). 

La sagrestia ha resti di affreschi decorativi del primo Trecento; sulla parete di destra si trova una sinopia di una Crocifissione a opera di Taddeo Gaddi, affresco staccato e ricollocato sulla parete difronte, inoltre è da sottolineare il grande crocifisso du tavola di scuola giottesca.  
Il chiostro porticato su colonne e capitelli ionici, tre pilastri ottagonali sono rimasti a testimonianza dell'antico transetto gotico della chiesa.  Gli   affreschi seicenteschi staccati per restauro dopo l'alluvione del 1966 sono stati ricollocati: nel piccolo atrio, Storie di Maria, di Ulisse Giocchi; nel portico, ciclo affrescato riproducente Storie di S. Francesco, iniziato da Jacopo Ligozzi con il gruppo di sedici lunette a partire dall'ingresso, proseguito da Giovanni da S. Giovanni e terminato da Galeazzo Guidoni, Filippo Tarchiani e Nicodemo Ferrucci.

Sul chiostro si affacciavano la sala del capitolo, la spezieria e il refettorio.

La maschera di Stenterello
 

All'ingresso del chiostro della Chiesa si trova la lapide di Luigi Del Buono.  A lui è attribuita la creazione della Maschera di Stenterello o, per essere più precisi:
Il nome di Stenterello non fu creato da Luigi Del Buono ma dal pubblico fiorentino che, sintetizzando i nomi dei vari personaggi, sostenuti dall'attore preferito, designò, con questo appellativo, comune a Firenze, l'uomo mingherlino, cresciuto a stento, quale era Del Buono.
La data di nascita di Stenterello è segnata dal suo costume, che è una fantasia ricavata dal modo di vestirein uso alla fine del Settecento: zimarra (a giacchetta) di stoffa azzurra chiare, panciotto giallo-canarino, calzoni corti, neri (o con una gamba color verde), calze di cotone, una a tinta unita, l'altra a righe,  scarpe basse con una gran fibbia d'argento, parrucca bianca con il codino volto all'insù e fasciato di rosso detto “alla prussiana”, cappello a tricorno o lucerna.” 
Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere e Arti.

Durante il diciassettesimo secolo furono apportate numerose modifiche (a opera dell'architetto  Pettirossi) che determinarono l'aspetto della chiesa come la possiamo ammirare noi oggi. La pavimentazione dei due chiostri fu fatta nel 1634, il vecchio coro  dei monaci fu sostituito dall'altare maggiore in pietre dure.
La facciata in stile barocco fiorentino fu realizzata su disegno di Matteo Nigetti,essa consta di due ordini tripartiti da lesene, che comprendono nicchie e finistre con fantasiose incorniciature e ha a coronamento un gande stemma di Firenze. Ognissanti da romanica divenne in questo modo barocca.

La terracotta invetriata che si trova sopra il portale è attribuita a Benedetto Buglioni e carpisce il momento dell'incoronazione della Madonna e i santi.

Il convento venne eliminato nel 1866 e sostituito nel 1923 con la caserma dei Carabinieri. Nel 1885 però i Francescani si riappropriarono in parte della loro antica sede.

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